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Casarano: fronte comune della politica contro biomasse

Dal Pd all'Idv, da Sel al Cdc, politica casaranese ripudia progetto Italgest su Heliantos 2. Domani conferenza dei servizi, ma si chiede il rinvio in attesa deI referendum. Pronta replica del sindaco

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CASARANO - Il dibattito sulla centrale a biomasse di Casarano prosegue, attraendo le attenzioni di tutta la politica cittadina: sguardo proiettato a domani, quando alle ore 10.30, ci sarà presso il servizio Energia, Reti, Infrastrutture materiali per lo sviluppo, la conferenza di servizi, per l'esame del progetto riguardante la costruzione e l'esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte biomassa della potenza elettrica di 25 Mw sito nel territorio comunale.

Il gruppo consigliare del Pd, in una nota, sottolinea come nella conferenza dei servizi, gli enti convocati debbano far pervenire, almeno 24 ore prima, il proprio parere sul progetto: nonostante ciò, il comune di Casarano "in nessuna sede mai ha maturato un parere da presentare in conferenza di Servizi"; inoltre, nel consiglio comunale del 15 gennaio 2009, con apposita delibera, era maturata la decisione di ricorrere a consultazione popolare, ossia ad un referendum, al fine di conoscere l'orientamento della popolazione, prima di prendere una decisione definitiva. Le procedure per l'indizione del referendum sono state avviate il 23 marzo 2010 con la delibera di giunta 118.

Dal Pd evidenziano che ai sensi dell'art. 14 della legge 241 del 1990 "si considera acquisito l'assenso dell'Amministrazione il cui rappresentante non abbia espresso definitivamente la volontà dell'amministrazione rappresentata" e che, secondo quest'ultima norma si rischia, "di far passare come assenso al progetto il fatto di non aver maturato in nessuna sede un parere, inficiando in questo modo la volontà di ricorrere alla volontà popolare". Pertanto dal Pd si chiede che il sindaco di Casarano si adoperi con urgenza perché la Conferenza di Servizi sia rinviata in attesa che il comune trovi una propria posizione in materia.

Dello stesso avviso, il circolo locale di Italia dei Valori e di Sinistra e Libertà, che chiedono insieme al Pd il rinvio della conferenza dei servizi, "in attesa che il comune di Casarano, esprima una propria posizione riguardo il progetto Heliantos 2". Inoltre da Idv e SeL si richiede un "tavolo di confronto e dibattito con la società Italgest per la rimodulazione del progetto, nella prospettiva di rendere lo stesso realmente sostenibile, produttivo e legato strettamente al territorio".

Nel dibattito interviene anche il gruppo consiliare del Centro Democratico cristiano che premette come su iniziative dei gruppi di minoranza Cdc e Pdl, a firma dei consiglieri Casciaro, Marrella, Gatto, Bartolomeo, Fracasso, lo scorso 19 marzo, sia stata inoltrata la richiesta di convocazione del Consiglio comunale per l'approvazione del regolamento, propedeutico all'indizione del Referendum consultivo sulla costruzione di una centrale a biomasse e che, solo dopo questa richiesta, l'amministrazione comunale si sia attivata perché nella Commissione Affari Istituzionali fosse elaborata la bozza di regolamento.

Dal Cdc evidenziano una curiosità, ossia la prima riunione della commissione è stata convocata il 14 aprile, esattamente dopo un giorno dalla convocazione della conferenza dei servizi da parte della Regione Puglia: "Il nostro movimento - si legge in una nota - ritiene che, pur nel rispetto delle istituzioni e delle procedure (conferenze dei servizi, pareri, autorizzazioni), dinanzi a problematiche così importanti, resta in assoluto il valore del referendum e della volontà dei cittadini sull'impianto che in particolare non riguarda solo la città di Casarano ma va ad interessare anche gli altri comuni del comprensorio. Al di là delle assicurazioni che l'azienda Italgest ed i suoi vertici distribuiscono ormai da tempo a piene mani, coinvolgendo ‘luminari ad ore' ( per Italgest infatti, tutto ciò che non è dimostrabile scientificamente è soltanto ‘ingiustificato allarme sociale'), noi del Centro Democratico Cristiano, dissentiamo fortemente da questa unilaterale visione del problema e rammentiamo che anche il D.d.t., ampiamente usato per lungo tempo,è stato visto essere fortemente nocivo".

Per il gruppo consiliare il bene salute non vive di "pseudo-emozioni" e "rassicurazioni", ma "di prove scientifiche inconfutabili": "Il funzionamento di una centrale a biomasse - proseguono - produce nanoparticelle (polveri sottili ed ultrasottili che nessun filtro può fermare). Questo particolato ultrafine purtroppo ha effetti devastanti ed irreversibili sulla salute umana. Queste polveri interferiscono sul Dna cellulare, sullo sviluppo fetale, sulle coagulazioni sanguigne, con rischi reali di varie mutazioni genetiche che possono sfociare nelle gravissime patologie del cancro da nano polveri".

Il Cdc chiede all'intera città una "seria e forte mobilitazione" per affrontare il problema dal punto di vista scientifico, per gli aspetti legali e, non ultimo, la responsabilità politica delle scelte amministrative: "Facciamo appello - dichiarano - a tutte le forze politiche ed alle intelligenze della nostra città, perché al di là delle appartenenze e degli steccati ideologici si avvii un sano e costruttivo confronto, perché prevalgano gli interessi generali della città, il suo sviluppo, la salvaguardia dell'ambiente, la tutela della salute pubblica, alla luce anche dei dettami sanciti dalla nostra Carta Costituzionale, dove è stabilito che nessuno può fare profitto arrecando danno alla salute dei cittadini".

L'ultima considerazione proposta dal gruppo consigliare riguarda il tipo di sviluppo ricercato per la città, con l'allontanamento di ogni "industrializzazione inquinante" e la promozione "della naturale vocazione dei nostri territori che vanno dal turismo ai beni ambientali, paesaggistici ed architettonici, ai servizi dell'agricoltura e dell' occupazione".

La replica del sindaco De Masi: "Saranno i cittadini a dire la loro

E pronta è giunta la replica del primo cittadino, Ivan De Masi. "Ho letto il vostro comunicato datato 10 aprile, diffuso sul web ed attraverso il web a me reso noto. Per l'irrinunciabile esigenza di chiarezza che mi appartiene, desidero esprimere alcune considerazioni, utilizzando le stesse vostre modalità di confronto e di dialogo", esordisce. "Il tema da voi posto è di grande interesse generale e va al di là dei tatticismi e delle mai abbastanza consunte gabbie ideologiche e visioni personalistiche, ancora non scardinate, seppure sanzionabili elettoralmente, nel comune sentire. Mi chiedo, e chiedo a voi tutti: sono rilevabili differenze comportamentali degli Uffici comunali nella conduzione della pratica "biomasse" rispetto ad altre pratiche comparabili già svolte?". E ancora: "Avete ravvisato nei miei comportamenti personali ed istituzionali atteggiamenti impropri circa la materia o il tema in questione?"

"In riferimento alla conferenza di servizi, convocata a Bari il 13 aprile 2010 - prosegue -, il Comune di Casarano ha attivato la fase istruttoria richiesta. Su impulso dell'Assessore comunale alle Politiche Energetiche, il Responsabile dell'urbanistica, architetto Andrea Carrozzo, ha trasmesso (con anticipata via fax del 9 aprile 2010) lo stesso identico provvedimento già dal medesimo dirigente rilasciato il 24 aprile 2008, su richiesta istruttoria della Provincia di Lecce. Tale provvedimento è relativo all'istruttoria circa la compatibilità urbanistica del progetto complessivo denominato "Heliantos 2", per quanto "di competenza del settore Urbanistica" del comune di Casarano; compatibilità urbanistica positiva, perché così le carte ufficiali dicevano allora - il 24 aprile 2008 con sindaco Venuti ed assessore all'urbanistica Abbruzzese - ed ora, 9 aprile 2010. E non altro, né alcunché di impegnativo per il Comune, che si dovrà o meno esprimere nelle forme proprie non il 13 aprile, che è solo la data di avvio della conferenza, ma, in rito, nella fase conclusiva della stessa, tenendo conto solo dei dati tecnici, in quanto ai sensi dell'articolo 14 quater della normativa applicabile: "il dissenso… non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso".

"È giunto il momento di prendere atto che, salvaguardati gli elementi di analisi a tutto campo, la scelta di effettuare il referendum sulle biomasse non può consentire ad alcuno di avventurarsi su ipotesi improprie e contrarie alla logica ed al buon senso. Ho più volte ribadito - prosegue - che, oltre alle norme di legge, saranno i cittadini di Casarano a dire la loro sulle biomasse. E non ritengo, ora, di dover aggiungere nulla di più, avendo già parlato con gli atti: basta leggere la delibera di Giunta Comunale n. 118 del 23 marzo 2010 che avvia le procedure per poter svolgere il referendum. Da tempo è giunta l'ora di combattere per davvero anche quella lontananza rispetto alla realtà amministrativa e normativa, che continua a provocare l'assenza di tanti cittadini dalla vita delle proprie comunità. Per me non può più essere così. Le "carte" del Comune sono a disposizione di tutti ed ancor più dei consiglieri comunali, che possono frequentare il Comune, partecipare alle riunioni, consultare documenti ed ottenerne copia senza restrizioni immotivate, da subito, e senza affidarsi alle "notizie" apprese sulla definita "stampa locale". Così come è già puntualmente e positivamente avvenuto, proprio in riferimento alla conferenza di servizi del 13 aprile su Heliantos 2, per alcuni attenti e presenti consiglieri comunali della minoranza".

"Credo, infine - aggiunge Ivan De Masi -, che ci sia un forte bisogno di idee ed azioni e non più di pregiudizi, né tanto meno di "ricette miracolose". Queste troppo spesso si rivelano improvvide e autoreferenziali, se non proprio dannose; tutti armamentari propri di una metodologia che si rifugia o dietro gli steccati ideologici o dietro le insoddisfazioni e le diatribe personali, per eludere la grande responsabilità etica e personale dell'essere cittadini oggi, a Casarano, nel Salento, in Italia, in Europa. A meno che tutta la vicenda non debba essere letta come una consultazione pro o contro la libera iniziativa d'impresa; iniziativa, mi pare, ancora possibile nella nostra legislazione costituzionale. O, peggio ancora, terreno infido di confronto parapolitico, poiché ritengo che nessuno si possa ritenere più eguale di altri, e, parimenti, nessuno si debba sentire meno eguale di altri, a Casarano, come altrove".

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"Quale è, allora, la responsabilità etica, prima ancora che politica, alla quale noi tutti siamo chiamati? Unire, per davvero e non come pio desiderio, in un progetto di crescita vera della competitività e dell'innovazione, nel rispetto non della cultura, ma delle culture plurali tutte, per una ampia e libera diffusione della qualità umana e sociale della vita e delle libertà ideali e sostanziali dei più, dei deboli, dei senza risorse, di quelli dimenticati da tutti. Per parte mia, da cittadino e da sindaco liberamente eletto dai Casaranesi - che imparo ogni giorno a conoscere, stimare ed apprezzare sempre più - continuo fortemente a credere nella possibilità di costruire insieme, quali veri soggetti riformatori, un messaggio, un canovaccio di esperienze e di prove diffuso e positivo. Un percorso che parli a tutti, per radicare la consapevolezza di trovarsi a vivere non in un ridotto di partito, non in salotti più o meno noti, ma nella "Comunità Salento", di cui la nostra Casarano è parte non secondaria. Un bel segnale, in questa direzione - conclude il primo cittadino -, dovrebbe essere il tirarsi fuori dai possibili verbalismi di una parte di un "partito democratico" che forse, a Casarano, seppur importante, potrebbe ancora dover percorrere con maggiore forza, coraggio e determinazione, nuove strade per nuove intelligenti speranze. Con i miei migliori saluti, non formali, né di rito".

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