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Agguato a colpi di kalashnikov: ferito piantonato in ospedale, perquisizioni

Da ventiquattro ore i carabinieri sono al lavoro per una serie di accertamenti: si indaga sui contatti recenti del 28enne, dipendente di una rosticceria e molto vicino alla vedova di Augustino Potenza

I rilievi dopo l'agguato.

CASARANO – L’eventuale correlazione fra il grave fatto di sangue dal sapore mafioso e un'auto data alle fiamme poco dopo. Il rapporto di stretta conoscenza del ferito con la vedova di Augustino Potenza, massacrato esattamente tre anni addietro con la stessa modalità nell'affollato parcheggio di un ipermercato. E ancora: l’organigramma criminale dei gruppi casaranesi negli ultimi tempi e i nuovi assetti. Partiranno da questi dubbi, gli inquirenti, per cercare di risalire al contesto in cui è maturato il tentato omicidio di Antonio Amin Afendi, il 28enne casaranese, colpito da una sventagliata di colpi da kalashnikov mentre si trovava alla guida della sua Volskwagen Golf di colore nero, in una via di Casarano. 

Per la precisione, sono stati repertati quattro bossoli di kalashnikov. Di colpi, con quell'arma, ne sono stati esplosi almeno una quindicina. Altri due, invece, con pallettoni. Ma Afendi è riuscito a uscire e a mettersi al riparo, impedendo che l'agguato fosse portato a termine da non meno di due soggetti. 

L’uomo, noto perché coinvolto nell’operazione “Papira” risulterebbe infatti vicino affettivamente alla vedova di Augustino Potenza. Elemento questo che apre scenari investigativi non trascurabili. Si trova al momento piantonato nell’ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano, dove è giunto con ferite al collo e alla spalla nella serata di ieri, dopo l’agguato tesogli da individui al momento ignoti. La prognosi resta ancora riservata: nonostante i medici si siano dichiarati ottimisti nel reputare le sue lesioni non compromettenti, il personale ospedaliero lo terrà sotto osservazione per 48 ore, prima di esprimersi sul quadro clinico e confermarne i miglioramenti.

Sin dagli istanti successivi al tentato omicidio sono stati disposti alcuni accertamenti, tra cui perquisizioni in casa dello stesso 28enne (che ha nominato come suo legale di fiducia l’avvocato Mario Coppola del Foro di Lecce) e che hanno dato esito negativo. Altre ispezioni sono in corso nelle abitazioni di pregiudicati della cittadina e di individui ritenuti vicini agli ambienti criminali. I militari dell’Arma della compagnia locale, assieme ai colleghi del Nucleo investigativo del comando provinciale, hanno già prelevato i filmati delle videocamere di sorveglianza installate in via Alessandro Manzoni, luogo dell’agguato e delle vie adiacenti.

Da una di quelle strade deve aver pure transitato il veicolo dal quale sono partiti i colpi di arma da fuoco che hanno ferito la vittima. Quel mezzo che, presumibilmente, è stato poi dato alle fiamme circa un’ora dopo, lungo la statale 16, nei pressi del centro commerciale di Cavallino. I coni d’ombra sulla vicenda sono però di gran lunga maggiori alle certezze: sarà un lavoro investigativo complesso, quello degli inquirenti, anche per via di una consolidata reticenza nella cittadina a fornire il proprio contributo alle forze dell'ordine.

Una mancata collaborazione già testata in occasione proprio dell’agguato mortale teso a Potenza, nel 2016: nonostante fu portato a termine davanti a un ipermercato, il sostegno di testimoni si lasciò  piuttosto desiderare in quell'occasione. E la cosa non agevolò di certo le indagini da parte degli uomini dell'Arma. Gli stessi che dopo una serie di fatti che hanno scosso la cittadina, si ritrovano dopo tre anni a temere una nuova faida e a lavoare sodo per individuare i responsabili.

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